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Per anni i carboidrati sono stati demonizzati, sei a dieta? Niente pasta!

Li abbiamo sempre catalogati come semplici, complessi e amidi (fibra).

La verità è che il fattore qualità è determinante. E’ ormai accertato che non tutti i carboidrati sono uguali e che se si vuole ottenere una restrizione dell’apporto calorico dai carboidrati bisogna scegliere quelli con un basso Indice Glicemico (IG).

L’ IG viene espresso da una scala da 0 a 100 ed è in grado di differenziare gli zuccheri digeriti più o meno velocemente. In altre parole ci dice in quanto tempo un determinato alimento fa alzare il glucosio nel sangue.

A seguito di uno studio del 2013 coordinato da NFI (Nutrition Foundation of Italy), è emerso che si può parlare di “carboidrati buoni” riferendosi a quei carboidrati a lento rilascio di glucosio nel sangue. Questi carboidrati esercitano un’azione positiva sulla prevenzione di:

– patologie cardiovascolari

– controllo della malattia diabetica

– prevenzione e controllo del sovrappeso.

Nel Febbraio del 2019 Lancet pubblica i risultati di una metanalisi (tecnica di riassunto di diversi studi) commissionata dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) sul rapporto tra il consumo di diversi tipi di carboidrati e varie patologie.

Tale metanalisi ha dimostrato che:

  • alla qualità dei carboidrati assunti con gli alimenti (alto contenuto di fibre, cereali integrali e indice glicemico ridotto), si associa una riduzione del rischio di mortalità per tutte le cause (cause oncologiche, malattie cardiovascolari, etc..);
  • i benefici arrivano con l’aumento di fibre: un’assunzione quotidiana pari a 25-29 g;
  • l’integrità del cereale (farine non raffinate) garantisce anche l’apporto di microelementi non nutritivi, ma indispensabili (vitamine, minerali, polifenoli).

Se da un lato risulta evidente il beneficio dell’utilizzo di cereali integrali a basso IG dall’altro mancano riferimenti sull’IG in etichetta.

Questo perché, almeno in italia, mancano linee guida precise per l’etichettatura.

E’ auspicabile una certificazione approvata dagli enti di riferimento per guidare i consumatori verso scelte più consapevoli.

Ma niente panico! Ci sono diversi consigli pratici:

  • Leggi sempre le etichette ed il valore delle fibre nella tabella nutrizionale.
  • Diffida dalle tabelle nutrizionali che non riportano le fibre.
  • Evita le farine raffinate.
  • Ricordati che la cottura influenza l’IG di un alimento. La pasta più è al dente e più ha un IG basso. Inoltre anche la temperatura incide! Pasta e patate fredde hanno un IG molto più basso.

 

Fonti:

http://www.nutrition-foundation.it/apb-alimentazione–prevenzione-benessere-n-2—2020.aspx

 

Cambiare abitudini è difficile ma volere è potere! Verità o luogo comune?

Tu sei le tue abitudini. Tu sei il risultato dei comportamenti che hai adottato negli ultimi anni.

Diverse ricerche affermano che almeno il 50% delle nostre attività giornaliere sono fatte di abitudini.

Le voglie e gli stimoli derivano da sensazioni corporee, da tensioni, da un disagio.  Quando sei sotto stress cambiare un’abitudine diventa meno prioritario per il cervello che sceglie la via più breve e semplice.

Stimolo → Comportamento → Ricompensa → Dopamina (ormone della felicità, del piacere)

Ogni volta che ripeti questo percorso non fai altro che rafforzare l’abitudine, andando a creare il tuo stile di vita. Lo stile di vita è un modello applicabile alla routine di tutti i giorni.

Il cambiamento offre la possibilità di creare nuovi stimoli: “Practice makes permanent”.

Quindi come puoi iniziare il cambiamento?

L’ambiente fisico e relazionale è una leva fondamentale da toccare per poter cambiare, ed i tuoi valori sono strettamente correlati alle tue abitudini.

VALORE → ABITUDINE

E’ per questo motivo che sarà molto più semplice imparare a mangiare sano sposando il valore della salute e, nel valore, trovare la motivazione giusta.

Non devi cercare il cambiamento da zero a cento! Devi lavorare affinchè il cambiamento sia sostenibile e duraturo. Non eliminare vecchie abitudini, prova invece a sostituirle con abitudini nuove e più sane e lavora su questo.  Piccoli cambiamenti necessitano piccoli sforzi, ma alla fine avrai grandi risultati!

Accogli il tuo nuovo MINDSET e scappa dalla tua ZONA DI COMFORT 🙂

 

“Noi siamo quello che facciamo ripetutamente, perciò l’eccellenza non è un’azione ma un’abitudine”

Aristotele

LIBRI CONSIGLIATI SUL TEMA:

FATTORE 1% Luca Mazzucchelli

Chi ha spostato il mio formaggio? Spencer Johnson

Circa 15 anni fa abbiamo iniziato ad interessarci all’alimentazione sana, consapevole ed anche a come le nostre abitudini alimentari possono influire in modo positivo o negativo sulla nostra salute.

Abbiamo scoperto un mondo sorprendente ed è per questo motivo che ci siamo posti le prime domande:

  • Perché non creare un nuovo brand che racchiuda la filosofia del mangiar sano ma con gusto?
  • Perché non applicare la stessa filosofia a prodotti pensati per persone intolleranti o con patologie alimentari come la celiachia?
  • Come possiamo rendere un pasto ad esclusione un pasto di qualità?

Le banche dati scientifiche sono piene di ricerche che riportano gli effetti negativi di una dieta ricca di zuccheri semplici, grassi e alimenti confezionati e molto calorici.

Gli zuccheri semplici sono nascosti in moltissimi alimenti anche salati, ed è per questo motivo che andiamo incontro ad un sovradosaggio con conseguenze negative per la nostra salute. Aumentano la resistenza all’insulina e quindi il rischio di diabete, favoriscono l’obesità e l’ipertrigliceridemia.

Purtroppo, troppo spesso, anche le etichette nutrizionali dei prodotti senza glutine non sono così “pulite” e la lista degli ingredienti è veramente troppo lunga.

Quello che abbiamo cercato di fare da subito è stato semplificare.

Semplificare il tipo di ingredienti tornando a riscoprire il gusto di farine poco processate, integrali, ricche di fibre e di micronutrienti, ma anche naturalmente senza glutine.

Semplificare anche la lista degli ingredienti rendendola il più corta possibile. Dopo infinite sperimentazioni e tentativi falliti, siamo riusciti a formulare i primi 4 snack salati con solo 3 ingredienti! Pazzesco!!! 

Da qui si è aperto un mondo….to be continued.

Imparare a leggere le etichette può salvarti 🙂  LESS IS MORE

 

Complicare è facile, semplificare è difficile.
Per complicare basta aggiungere, tutto quello che si vuole: colori, forme, azioni, decorazioni, personaggi, ambienti pieni di cose. Tutti sono capaci di complicare. Pochi sono capaci di semplificare.
(Bruno Munari)

 

 

 

Fonti: www.medicalfact.it